Assassinio nella Cattedrale

di T. S. Eliot

Foto di Paolo Mazzini

La trama

Assassinio nella cattedrale racconta gli ultimi giorni di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, tornato dall’esilio sapendo di andare incontro alla morte. Tra tentazioni interiori, pressioni politiche e minacce sempre più esplicite, Becket è chiamato a scegliere tra il compromesso e la fedeltà alla propria coscienza. L’opera mette in scena il conflitto eterno tra potere temporale e autorità spirituale, ma soprattutto il dramma intimo dell’uomo che deve decidere se il proprio sacrificio sia atto di orgoglio o autentica obbedienza a Dio. Il martirio finale non è solo un fatto storico, ma diventa una domanda aperta rivolta a ogni spettatore.

La rappresentazione teatrale, a cura di Compagnia dei Piccoli, è andata in scena nella Chiesa di San Pietro al Po, a Cremona, venerdì 19 dicembre 2025.  

Note di regia

Portare Assassinio nella cattedrale all’interno di una chiesa significa restituire all’opera la sua natura originaria di dramma sacro: un teatro che non si limita a raccontare una storia, ma che chiede ascolto, silenzio e partecipazione. In questo spazio la parola non è solo detta, ma abitata; il teatro si avvicina al rito e la rappresentazione diventa esperienza condivisa.
Il lavoro di regia è nato da un’esigenza precisa: rendere il testo il più comprensibile possibile. Le parole di Eliot sono di una bellezza straordinaria, ma rischiano di perdersi se sommerse da un eccesso di movimento. Per questo abbiamo scelto di disegnare con cura movimenti e posizioni, secondo una logica quasi geometrica, chiedendo agli attori di sentire le parole come qualcosa di vicino, da vivere prima ancora che da dire. In scena, i movimenti raccontano le relazioni: chi è vicino, chi è lontano, chi ascolta, chi resta solo.
I costumi contribuiscono ad attualizzare i Tentatori, che non sono figure storiche ma personificazioni di aspetti complessi e sempre presenti nell’esperienza umana. Il popolo, spesso collocato vicino al pubblico ma distante dal proprio vescovo, racconta la solitudine che talvolta accompagna i pastori e, più in generale, chi è chiamato a una responsabilità profonda.
L’unico elemento scenografico è una croce semplice e austera, perno di tutta l’azione. Tutto accade attorno e vicino a quel segno che tiene insieme dolore e speranza, morte e possibilità di senso. È un simbolo che non impone risposte, ma orienta lo sguardo.
Se il conflitto tra potere temporale e potere spirituale può apparire lontano, oggi lo possiamo leggere come un conflitto più intimo e quotidiano: quello tra forma e vita. Anche la vita di fede ha bisogno di una forma, ma come evitare che la forma soffochi la vita? Qual è l’equilibrio possibile? La domanda rimane aperta. Nel tormento di Thomas Becket possiamo riconoscere la fatica di questo equilibrio, ma anche la sua appassionata ricerca, che è la ricerca di tutti noi.
Particolare attenzione vi chiedo di prestare alla scena della Messa di Natale. In quel passaggio teologico, Natale e Pasqua si mostrano intimamente intrecciati nel mistero dell’Incarnazione: nascita e sacrificio, luce e croce. È anche per questo che questo spettacolo viene proposto a pochi giorni dalla festa del Natale.
Agli attori e alle attrici l’augurio di potersi lasciare sempre guidare da parole grandi. Al pubblico l’augurio di potersi perdere nei misteri della vita, dentro una delle chiese più antiche della città di Cremona che sono ancora, per chi crede e per chi non crede, oasi di pace, pensiero e spiritualità.

Mattia Cabrini

Crediti

Assassinio nella cattedrale
di T. S. Eliot

Interpreti:
Bruno Tira: Thomas Becket, Arcivescovo di Canterbury
Federico Benna: Primo Tentatore
Giovanni Maffini: Secondo Tentatore
Alberto Ferrari: Terzo Tentatore
Maddalena Parma: Quarto Tentatore 

Regia:
Mattia Cabrini

Costumi:
Giulia Cabrini

Sound desinger:
Fabio Gionfrida

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